The Artist è un film in bianco e nero del 2011 di genere romantico della durata di 100 min.. Trama:...

 The Artist

Film per palati fini

Era il 1927. I fratelli Warner, per rilanciare l’industria cinematografica che stava attraversando un periodo di crisi,  sperimentarono il sistema “Vitaphone”, lanciando sul mercato Il cantante di jazz diretto da Alan Crosland e interpretato dal cantante Al Jolson. Si trattava del primo lungometraggio "musicale-cantato" che abbinava all'immagine l'effetto sonoro con dialoghi, rumori e musiche. L'innovazione non fu né semplice, né gradita da tutti. Gli interrogativi e i problemi che essa poneva erano tanti e di genere diverso: riorganizzare l'industria cinematografica, far coincidere la velocità dei fotogrammi con quella del suono, adottare nuove apparecchiature, affi­dare nuovi compiti allo sceneggiatore, rinunciare a certi attori di bello aspetto ma dalla voce sgradevole, affron­tare il problema della lingua nel caso di esportazione del film all'estero. Non solo tra i critici e gli intellettuali, ma anche tra i registi ci furono feroci oppositori (Murnau, Vidor, Clair e Chaplin) e grandi entusiasti (Dreyer, Lubitsch, Carné, Pudovkin, Eisenstein). L'eccessiva  preoccupazione dei primi "per il destino dell'arte più antica del mondo, quella della pantomima" (Chaplin) durò poco; ben presto anch'essi si convertirono al progresso della tecnica e, negli anni che seguirono, utilizzarono il sonoro per realizzare autenti­ci capolavori.

Questa non è l’unica pagina della storia del cinema da tener presente per gustare The Artist  di Michel Hazanavicius, presentato quasi in sordina a  Cannes 2011 e uscito con la “Palma di migliore attore” a Jean Dujardin, il riconoscimento per la miglior colonna sonora agli Efa e la probabile nomination agli Oscar. Ci sono, infatti, seminati nell’arco di poco più di 100 minuti, citazioni di film classici (Cantando sotto la pioggia, E’ nata una stella, Metropolis, Il Monello) e omaggi a registi (Chaplin, Fritz Lang, Murnau, Hitchkock) e ad attori celebri (Douglas Fairbanks, Gene Kelly, Rodolfo Valentino, William Powell) che lo rendono appetibile soprattutto a chi ha il palato fine. Dalla Francia, culla del cinema, arrivano champagne e caviale; chi preferisce fagioli e cotiche si indirizzi verso un altro genere di commedia. 

The Artist  è un film muto e in bianco e nero solo in apparenza. In realtà è un film che elimina la parola e i colori per dare allo spettatore la possibilità di far parlare i personaggi come meglio crede. Sia lui a leggere le didascalie con il tono che preferisce, come se avesse davanti un romanzo, o un fumetto. E sia lui a colorare la storia a suo piacimento, facendola diventare dramma, commedia, giallo, saggio…

Già: la storia. Un déjà vu che passa in secondo piano rispetto alle invenzioni di regia e alla bravura degli attori, cagnolino Uggy compreso, giustamente insignito della “Palm Dog Award”.

George Valentin (Jean Dujardin) e Peppy Miller (Berenice Bejo) si incontrano per caso negli studi della  Kinograph,  ad Hollywood. Lui è una star del cinema muto, lei una giovane comparsa. Sarebbe una bella storia d’amore se non ci trovassimo proprio in quel 1927 che segnò l’avvento del sonoro. La fama e il successo seguono percorsi opposti: in discesa per lui e in ascesa per lei. L’orgoglioso George non si rassegna al mutare dei tempi, si chiude nel suo ostinato mutismo e si avvia verso l’autolesionismo. Come da copione, a salvarlo sull’orlo del precipizio, arrivano l’affezionato cane e la deliziosa fatina Peppy.

Più che evocazione dei film d’epoca, come potrebbe apparire ad una prima lettura, The Artist è un saggio di storia e di psicologia. Se i principali cambiamenti sociali sono, per dirla con Alvin Toffler, grandi ondate che travolgono e stravolgono credenze, usi e costumi, i piccoli progressi sono mareggiate che corrodono certezze individuali, rapporti e affetti. Così come nella tavolozza dei colori della nostra esistenza, anche in The Artist il bianco e nero ha le sue tonalità: una gamma di grigi che varia a seconda della positività o negatività delle situazioni. E così come per iniziare una nuova vita basta una parola, anche George Valentin si arrende definitivamente all’amore di Peppy pronunciando una sola battuta. Il bacio è già dialogo a due, musica ed effetto speciale.   

The Artist

Regia: Michel Hazanavicius

Con: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell

Francia, 2011

Durata: 100′, B/N